Elezioni CSM · 25-26 ottobre 2026

Un CSM che sappia prestare attenzione ai problemi reali degli uffici.

Esperienze in Rete nasce dall'incontro di magistrati con percorsi, esperienze e territori diversi. Candidature autonome che scelgono di mettersi in relazione, condividere idee e costruire proposte concrete per l'autogoverno, valorizzando l'identità e l'esperienza di ciascuno.

Logo di Esperienze in Rete: archi bianchi e oro uniti da nodi, sopra la scritta Esperienze in Rete

Si vota per il Consiglio Superiore della Magistratura 25-26 ottobre

La Rete

Esperienze diverse, un obiettivo comune.

Esperienze in Rete riunisce candidature autonome, espresse in collegi e realtà professionali differenti, che scelgono di mettere in relazione le proprie esperienze e di condividere un nucleo di proposte per l'autogoverno.

Il valore della Rete risiede nella sua pluralità: percorsi, funzioni e sensibilità differenti possono concorrere a una proposta comune senza perdere la propria identità.

Siamo uniti da un obiettivo comune: costruire un CSM che sappia prestare attenzione ai problemi reali degli uffici.

Vogliamo partire dall'ascolto dei magistrati per dare forma a proposte concrete, capaci di rispondere alle esigenze reali degli uffici.

Il fondamento della Rete

La Legge n. 71/2022

Legge 17 giugno 2022, n. 71

La legge 17 giugno 2022, n. 71 ha profondamente modificato il sistema di elezione dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura, ridisegnando i collegi elettorali e introducendo un sistema articolato tra collegi maggioritari e una componente proporzionale nazionale.

In questo quadro, la disciplina elettorale contempla il collegamento tra candidati, attribuendogli specifica rilevanza nella distribuzione dei seggi della componente proporzionale.

È lo strumento attraverso il quale nasce Esperienze in Rete: candidature autonome, espresse in collegi e realtà professionali differenti, scelgono di mettere in relazione le proprie esperienze e di condividere un nucleo di proposte per l'autogoverno.

Una forma di rappresentanza che consente di raccogliere esperienze provenienti da realtà diverse della magistratura e di trasformarle in proposte concrete e verificabili per il prossimo CSM.

Perché Esperienze in Rete

  1. Per unire senza uniformare.

    Condividere un progetto non significa pensarla allo stesso modo su tutto. La pluralità resta un valore, non un limite.

  2. Per superare i confini dei singoli collegi.

    Problemi ed esigenze della magistratura non si fermano ai confini elettorali. La rete consente di metterli in relazione e affrontarli in una prospettiva più ampia.

  3. Per trasformare le differenze in proposte comuni.

    Esperienze professionali e territoriali diverse possono produrre soluzioni migliori quando vengono messe a confronto.

  4. Per allargare la rappresentanza.

    Mettere in relazione sensibilità diverse significa poter rappresentare una magistratura più ampia e articolata.

Dove si vota

I quattro collegi elettorali

Esperienze in Rete è presente in tutti e quattro i collegi territoriali. Individua il tuo distretto e scopri chi rappresenta la Rete.

Mappa d'Italia divisa nei quattro collegi elettorali: Collegio 1 in blu al Nord, candidata Scolozzi; Collegio 2 in rosso tra Liguria, Toscana, Umbria e Lazio, candidato Ferri; Collegio 3 in verde tra Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Campania e Sardegna, candidati Donofrio e Gasparini; Collegio 4 in azzurro tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, candidato Depalma.
La distribuzione dei candidati di Esperienze in Rete nei quattro collegi.
  • Collegio 1

    Distretti: Brescia · Milano · Torino · Trento · Trieste · Venezia

  • Collegio 2

    Distretti: Roma · Firenze · Genova · Perugia

  • Collegio 3

    Distretti: Ancona · Bologna · Cagliari · Campobasso · L'Aquila · Napoli · Salerno

  • Collegio 4

    Distretti: Bari · Caltanissetta · Catania · Catanzaro · Lecce · Messina · Palermo · Potenza · Reggio Calabria

I candidati

Cinque percorsi, una rete.

Funzioni giudicanti e requirenti, primo e secondo grado, uffici grandi e medio-piccoli, autogoverno e digitalizzazione: le esperienze che ciascun candidato porta nella Rete.

Ritratto di Elisabetta Scolozzi
Elisabetta Scolozzi
  • Collegio 1

Elisabetta Scolozzi

Distretti del collegio: Brescia · Milano · Torino · Trento · Trieste · Venezia

Giudice al Tribunale di Belluno, magistrato dal 1998. Porta nella rete una prospettiva maturata in funzioni giudicanti diverse, nella conoscenza concreta degli uffici medio-piccoli e nei processi di digitalizzazione.

  • Funzioni multiple

    Civile, penale monocratico e collegiale, fallimentare, GIP/GUP, riesame, coordinamento: conosce le esigenze organizzative di settori e funzioni molto diversi tra loro.

  • Uffici medio-piccoli

    Anni di lavoro con scoperture di organico, carenze di personale amministrativo e carichi gravosi: sa cosa significa gestire un ufficio periferico quando le risorse non bastano.

  • Ultradecennalità

    Ha vissuto direttamente le criticità applicative della rotazione obbligatoria in un tribunale medio-piccolo: conosce l'impatto concreto sulle professionalità e sulla continuità organizzativa.

  • Digitalizzazione

    MAGRIF fino al 2020: esperienza diretta nell'introduzione e nell'utilizzo degli strumenti digitali nell'attività giudiziaria.

Ritratto di Cosimo Maria Ferri
Cosimo Maria Ferri
  • Collegio 2

Cosimo Maria Ferri

Distretti del collegio: Roma · Firenze · Genova · Perugia

Magistrato, ha svolto le proprie funzioni presso il Tribunale di Massa ed è attualmente in servizio presso la Corte d'Appello di Roma. Porta nella rete un'esperienza maturata nella giurisdizione, nell'autogoverno e nelle istituzioni, affrontando da prospettive diverse i temi della giustizia.

  • Primo e secondo grado

    Funzioni civili e penali in primo grado presso il Tribunale di Massa; attualmente svolge funzioni civili in secondo grado presso la Corte d'Appello di Roma.

  • Autogoverno

    Componente del Consiglio Superiore della Magistratura dal 2006 al 2010, dove ha presieduto la VII Commissione, competente in materia di organizzazione degli uffici giudiziari.

  • Esperienza istituzionale

    Ha ricoperto l'incarico di Sottosegretario di Stato alla Giustizia e ha maturato un'esperienza parlamentare sui temi della giustizia, trattando questioni relative all'ordinamento giudiziario, organizzazione degli uffici, organici e condizioni di lavoro dei magistrati.

  • Ulteriori esperienze

    Formatore decentrato per il settore civile nel distretto della Corte d'Appello di Genova. Ha inoltre svolto attività presso il Tribunale di Napoli nell'ambito del piano straordinario per la riduzione dell'arretrato civile connesso agli obiettivi del PNRR.

Ritratto di Annarita Donofrio
Annarita Donofrio
  • Collegio 3
  • 1 di 2

Annarita Donofrio

Distretti del collegio: Ancona · Bologna · Cagliari · Campobasso · L'Aquila · Napoli · Salerno

Magistrato dal 1998. Vent'anni in primo grado a Ravenna (civile e penale), poi consigliere alla Prima Sezione civile della Corte d'Appello di Bologna. Porta nella rete una conoscenza diretta di entrambi i gradi di giudizio e delle materie ordinamentali che il CSM è chiamato ad affrontare.

  • Primo e secondo grado

    Giudice al tribunale di Ravenna per circa vent'anni, consigliere in Corte d'Appello a Bologna negli ultimi cinque: una prospettiva completa su entrambi i gradi.

  • Esperienze ordinamentali

    Componente del Consiglio giudiziario di Bologna dal 2016 al 2021: Segreteria, Commissione Flussi, Commissione MOT e Commissione Pari Opportunità. Magistrato collaboratore per gli uffici del Giudice di Pace di Ravenna; Magistrato collaboratore per le tabelle e Magistrato segretario per il settore civile presso la Corte d'Appello di Bologna; Magistrato collaboratore ex art. 28 RAC presso la IV e la VII Commissione del CSM.

  • Innovazione e informatizzazione

    MAGRIF civile a Ravenna, poi RID civile del distretto di Bologna: esperienza diretta sui processi di digitalizzazione e innovazione degli uffici.

  • Ulteriori esperienze

    Comitato Regionale di Garanzia Elettorale e Comitato direttivo della SSPL presso l'Università Cattolica.

Nel Collegio 3 sono presenti due candidati di Esperienze in Rete. La preferenza può essere espressa per uno solo di essi.

Ritratto di Giacomo Gasparini
Giacomo Gasparini
  • Collegio 3
  • 2 di 2

Giacomo Gasparini

Distretti del collegio: Ancona · Bologna · Cagliari · Campobasso · L'Aquila · Napoli · Salerno

Consigliere alla Sezione penale della Corte d'Appello di Ancona, magistrato dal 1993. Porta nella rete oltre trent'anni di esperienza nella giurisdizione penale, maturata in uffici e realtà territoriali molto diverse tra loro.

  • Giurisdizione penale

    GIP/GUP a Lamezia Terme, Rimini e Pesaro, poi collegiale e monocratico: conosce il penale in tutte le sue funzioni, in primo e in secondo grado.

  • Uffici e territori diversi

    Calabria, Romagna, Marche: un percorso maturato in realtà giudiziarie profondamente diverse per dimensioni, flussi e contesto territoriale.

  • Giustizia tributaria

    Dal 1996, con funzioni anche di presidente di sezione: una prospettiva su modelli organizzativi differenti da quelli della giurisdizione ordinaria.

  • Formazione

    Docente alla SSPL dell'Università di Urbino dal 2009: attenzione alla trasmissione della cultura giuridica e alla formazione dei futuri professionisti.

Nel Collegio 3 sono presenti due candidati di Esperienze in Rete. La preferenza può essere espressa per uno solo di essi.

Ritratto di Vincenzo Paolo Depalma
Vincenzo Paolo Depalma
  • Collegio 4

Vincenzo Paolo Depalma

Distretti del collegio: Bari · Caltanissetta · Catania · Catanzaro · Lecce · Messina · Palermo · Potenza · Reggio Calabria

Consigliere alla Corte d'Appello di Bari. Porta nella rete una prospettiva maturata su entrambi i versanti della giurisdizione (civile e penale, primo e secondo grado), nell'autogoverno territoriale e nei processi di digitalizzazione degli uffici.

  • Civile e penale

    Nove anni alla Seconda Sezione civile di Foggia, tre nel penale in Corte d'Appello a Bari: esperienza in entrambi i settori, in primo e secondo grado.

  • Autogoverno

    Cinque anni nel Consiglio giudiziario di Bari: tabelle, organizzazione degli uffici, valutazioni di professionalità.

  • Digitalizzazione

    MAGRIF a Foggia e a Bari: conosce sul campo potenzialità e criticità nell'introduzione degli strumenti informatici negli uffici.

  • Il Collegio 4

    Conosce le specificità del Sud: uffici sotto pressione, scoperture strutturali, risorse scarse.

Il programma

Esperienze diverse, un programma comune.

Il prossimo CSM sarà chiamato ad affrontare questioni che incidono direttamente sulla qualità del lavoro dei magistrati e sul funzionamento degli uffici: sostenibilità dei carichi, scoperture degli organici, mobilità, genitorialità e malattia, organizzazione delle Corti d'Appello e delle Procure, digitalizzazione, intelligenza artificiale, Ufficio per il Processo, incarichi extragiudiziari, valutazioni di professionalità e tutela delle specializzazioni.

Vogliamo contribuire a un CSM autorevole nella tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, ma anche accessibile, moderno e attento alla quotidianità degli uffici.

Infografica dei 14 punti per il rinnovamento, ciascuno con un'icona. Il testo completo di ogni punto è riportato nell'elenco che segue.
14 punti per il rinnovamento: il testo completo è disponibile qui sotto. Apri l'infografica a piena risoluzione

14 punti per il rinnovamento

  1. Punto 1: Carichi sostenibili, standard individuali e qualità della giurisdizione

    La qualità della giurisdizione non può essere misurata attraverso la sola quantità dei provvedimenti prodotti. Il dato quantitativo deve essere valutato alla luce della complessità degli affari, delle caratteristiche dell'ufficio, delle risorse disponibili e delle concrete condizioni di lavoro del magistrato.

    Occorre distinguere il carico esigibile dell'ufficio dallo standard individuale di rendimento. La programmazione deve basarsi sui magistrati effettivamente disponibili, al netto degli esoneri, e sulle risorse reali, evitando che dotazioni teoriche o livelli di produttività particolarmente elevati diventino il parametro ordinario.

    Il superamento sistematico dei carichi sostenibili deve rappresentare un indicatore di criticità organizzativa, determinando una verifica dell'organizzazione, della distribuzione delle risorse e degli obiettivi assegnati, senza tradursi in una crescente pressione sui singoli.

    È necessario superare la semplice conta dei fascicoli, valorizzando la complessità effettiva degli affari e le attività che incidono sul lavoro del magistrato senza trovare adeguata rappresentazione nelle statistiche.

    I criteri di sostenibilità devono essere adattati ai diversi settori della giurisdizione, compresi la Corte di Cassazione, i Tribunali per i minorenni, i Tribunali di sorveglianza e gli uffici requirenti. Deve inoltre essere adeguatamente riconosciuto l'impegno richiesto in situazioni straordinarie, di grave scopertura o di particolare aggravio dei carichi.

    Una buona dirigenza deve creare le condizioni per lavorare bene, coniugando efficienza, sostenibilità e qualità della giurisdizione, senza compensare le carenze del sistema attraverso il sovraccarico dei magistrati.

    • QualitàNon solo quantità: la complessità dei procedimenti e le condizioni dell'ufficio devono essere parte integrante della valutazione.
    • Standard individualeIl livello esigibile dal singolo magistrato è il punto di partenza per determinare correttamente il carico complessivo dell'ufficio.
    • Soglia di sicurezzaIl superamento strutturale dei carichi esigibili deve attivare una verifica organizzativa e misure di riequilibrio, non una pressione crescente sui singoli.
    • ValorizzazioneIl lavoro straordinario in situazioni di emergenza, scopertura o redistribuzione gravosa deve essere adeguatamente riconosciuto.
  2. Punto 2: Organici reali e organizzazione flessibile

    Non è possibile continuare a organizzare gli uffici esclusivamente sulla base delle piante organiche teoriche quando sappiamo che l'organico effettivamente disponibile può essere significativamente inferiore. L'organizzazione deve essere capace di adattarsi preventivamente alle risorse realmente presenti.

    Occorre prevedere assetti organizzativi a geometria variabile, capaci di stabilire anticipatamente come deve funzionare un ufficio in presenza di differenti livelli di scopertura adeguando conseguentemente carichi, sezioni e distribuzione del lavoro.

    Devono inoltre essere individuate soglie minime di operatività. Quando le risorse scendono al di sotto di determinati livelli, l'organizzazione deve poter essere temporaneamente rimodulata, evitando di pretendere da un organico ridotto la stessa capacità prevista a pieno organico.

    Anche supplenze e sostituzioni devono essere organizzate in maniera equilibrata e condivisa, evitando che le emergenze ricadano sistematicamente sul singolo magistrato o su pochi colleghi.

    Parallelamente devono diventare effettivamente operative le piante organiche flessibili distrettuali, soprattutto per maternità, malattie prolungate, aspettative e altre assenze che richiedano una sostituzione tempestiva.

    • AdattabilitàAssetti organizzativi a geometria variabile per rispondere a diversi livelli di scopertura.
    • Soglie minimeQuando le risorse scendono sotto certi livelli, l'organizzazione deve essere temporaneamente rimodulata.
    • Piante flessibiliRendere operative le piante organiche flessibili distrettuali per maternità, malattie e aspettative.
  3. Punto 3: Digitalizzazione che semplifica il lavoro

    La digitalizzazione deve semplificare il lavoro, non creare nuovi adempimenti. I magistrati devono poter disporre di strumenti informatici adeguati, infrastrutture affidabili, assistenza tempestiva e formazione continua.

    Occorre sviluppare presso il CSM un sistema permanente di rilevazione delle criticità degli applicativi giudiziari, anche attraverso i referenti informatici degli uffici, capace di individuare problemi ricorrenti e priorità di intervento da rappresentare periodicamente alle strutture competenti del Ministero.

    La digitalizzazione deve inoltre semplificare il rapporto tra magistrato e CSM, consentendo di conoscere attraverso strumenti digitali lo stato delle proprie pratiche e di accedere facilmente a circolari, delibere, pareri e informazioni rilevanti per la propria vita professionale.

    Il magistrato ha il diritto di ricevere una risposta quando scrive al CSM. La comunicazione istituzionale deve essere tempestiva, chiara e accessibile.

    Il CSM deve porsi sullo stesso piano del magistrato e mettersi al suo servizio: non un organo distante e autoreferenziale, ma un'istituzione vicina alla realtà quotidiana degli uffici.

    • Strumenti adeguati e certificatiInfrastrutture affidabili, assistenza tempestiva e formazione continua per tutti i magistrati.
    • Rilevazione criticitàSegnalazioni immediate al Ministero sulle criticità degli applicativi giudiziari, attraverso un sistema permanente di rilevazione e priorità di intervento.
    • CSM digitaleAccesso digitale allo stato delle pratiche, circolari, delibere e informazioni professionali rilevanti.
  4. Punto 4: Intelligenza artificiale come strumento di supporto

    L'intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento di ausilio per organizzare, velocizzare e semplificare alcune attività connesse al lavoro giudiziario. Occorrono però regole uniformi, strumenti accessibili, adeguati standard di sicurezza e formazione specifica, affinché il suo utilizzo avvenga in maniera consapevole.

    Il CSM deve contribuire alla definizione di un quadro chiaro sull'utilizzo degli strumenti di IA, individuandone ambiti, condizioni e limiti e promuovendo percorsi formativi che consentano ai magistrati di conoscerne opportunità e rischi.

    L'impiego degli strumenti di IA deve essere orientato prioritariamente alle attività organizzative, di ricerca, classificazione e gestione delle informazioni, riducendo gli adempimenti ripetitivi e migliorando l'organizzazione del lavoro, nel pieno rispetto della responsabilità e dell'autonomia del magistrato nell'esercizio delle funzioni giudicanti e requirenti.

    • Regole uniformiDefinire ambiti, condizioni e limiti per l'utilizzo dell'IA, con standard di sicurezza adeguati.
    • FormazionePercorsi formativi per consentire ai magistrati di conoscere opportunità e rischi degli strumenti di IA.
    • AutonomiaL'IA riduce le attività ripetitive nel pieno rispetto dell'autonomia delle funzioni giudicanti e requirenti.
  5. Punto 5: Malattia: tutela economica e professionale

    L'assenza per malattia non può tradursi in una penalizzazione economica o professionale per il magistrato. La tutela della salute deve trovare piena corrispondenza anche nel trattamento economico e nell'organizzazione del lavoro, evitando che un periodo di malattia produca conseguenze ulteriori rispetto all'assenza dal servizio.

    Occorre assicurare che la malattia non determini una riduzione ingiustificata del trattamento economico attraverso la sospensione di voci retributive connesse all'effettiva presenza in servizio, garantendo una tutela coerente con la particolare natura e le responsabilità della funzione giudiziaria.

    Sul piano organizzativo, devono essere previsti meccanismi di sostituzione effettivi e tempestivi, affinché l'assenza non determini un accumulo di lavoro destinato a gravare sul magistrato al rientro né un carico insostenibile per i colleghi.

    Anche la ripresa dell'attività deve essere gestita secondo criteri di sostenibilità, soprattutto dopo assenze prolungate, evitando che il periodo di malattia possa incidere negativamente sulla distribuzione degli affari, sulle valutazioni di professionalità o sulle successive opportunità professionali.

    La malattia deve essere tutelata senza penalizzazioni economiche, organizzative o professionali.

    Il prossimo CSM dovrà avere tra le proprie priorità quella di chiedere una modifica normativa per eliminare questa ingiustizia.

    • Tutela economicaEvitare penalizzazioni retributive connesse all'assenza per malattia.
    • Sostituzione effettivaMeccanismi tempestivi per garantire la continuità dell'ufficio durante l'assenza.
    • Rientro sostenibileEvitare accumuli di lavoro e consentire una ripresa graduale e sostenibile dell'attività.
    • Tutela professionaleAssicurare che la malattia non incida negativamente sulle valutazioni e sulle opportunità professionali.
  6. Punto 6: Ufficio per il Processo al servizio del magistrato e dell'innovazione

    L'Ufficio per il Processo deve essere al servizio del magistrato e non può essere utilizzato per sopperire alle carenze di organico degli uffici. La sua funzione deve essere quella di fornire un supporto qualificato all'attività giudiziaria, alleggerendo il magistrato dalle attività preparatorie, organizzative e ripetitive.

    Occorre investire sulla formazione specialistica degli addetti all'UPP nell'utilizzo degli strumenti digitali, delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale, secondo regole uniformi e adeguati standard di sicurezza.

    L'UPP può diventare una struttura di supporto qualificata anche sul piano tecnologico, capace di affiancare il magistrato nella ricerca e nell'organizzazione delle informazioni, nella gestione e classificazione dei materiali, nell'utilizzo degli applicativi e degli strumenti di intelligenza artificiale consentiti.

    Nello stesso quadro deve essere definito in maniera chiara e uniforme il ruolo della magistratura onoraria, completando il percorso relativo sia ai magistrati onorari stabilizzati sia a quelli a termine e chiarendone il rapporto con l'Ufficio per il Processo.

    • Supporto qualificatoL'UPP è al servizio del magistrato: fornisce supporto qualificato alle attività giudiziarie e non può essere utilizzato come supplente per sopperire alle carenze di organico degli uffici.
    • Formazione tecnologicaLa formazione degli addetti all'UPP deve essere orientata alle esigenze concrete del magistrato e svolta sotto la sua direzione, affinché il supporto sia realmente utile all'attività giudiziaria.
    • Magistratura onorariaDefinire in modo chiaro e uniforme il ruolo della magistratura onoraria e il suo rapporto con l'UPP.
  7. Punto 7: Valutazioni di professionalità non standardizzate ma personalizzate

    Le valutazioni di professionalità non possono essere ridotte a formule standardizzate o a meri adempimenti «a crocette». Deve emergere il lavoro concretamente svolto dal magistrato, tenendo conto delle caratteristiche dell'ufficio, della complessità dei procedimenti, delle emergenze affrontate e delle condizioni organizzative nelle quali l'attività è stata esercitata.

    La valutazione deve essere completa, fondata su elementi oggettivi e capace di rappresentare realmente il percorso professionale del magistrato, evitando che la semplificazione degli strumenti di valutazione si traduca in una rappresentazione incompleta della professionalità.

    Il sistema delle «crocette» è mortificante e demotivante per il magistrato e per la collettività tutta, cui il servizio giustizia è destinato. Un sistema di valutazione ridotto a meri adempimenti formali non è in grado di cogliere la reale qualità del lavoro giudiziario né di valorizzare l'impegno e la professionalità di chi lo esercita.

    • Oltre le crocetteNiente formule standardizzate: la valutazione deve riflettere il lavoro realmente svolto e le condizioni in cui è stato esercitato.
    • Elementi oggettiviComplessità dei procedimenti, caratteristiche dell'ufficio ed emergenze affrontate devono essere parte della valutazione.
    • Rappresentazione realeEvitare che la semplificazione degli strumenti produca una rappresentazione incompleta della professionalità.
  8. Punto 8: Genitorialità: tutele concrete

    La genitorialità deve essere tutelata non soltanto sul piano formale, ma anche nelle conseguenze concrete che produce sull'organizzazione del lavoro e sul percorso professionale del magistrato. Le tutele devono riguardare madri e padri, tenendo conto dei cambiamenti intervenuti nell'organizzazione delle famiglie e nella distribuzione delle responsabilità di cura.

    La maternità richiede specifiche misure di protezione e meccanismi di sostituzione effettivi e tempestivi. Allo stesso tempo, deve essere pienamente riconosciuto il ruolo dei padri nella cura dei figli, assicurando che l'esercizio delle responsabilità genitoriali non determini conseguenze negative sul piano professionale.

    L'organizzazione degli uffici deve accompagnare le esigenze connesse alla genitorialità, comprese quelle imprevedibili legate alla cura dei figli, attraverso strumenti flessibili e un'effettiva interlocuzione con i magistrati interessati.

    Occorre rendere concretamente operativi gli strumenti di sostituzione e le piante organiche flessibili, affinché le assenze non determinino un aggravio insostenibile per il magistrato interessato o per i colleghi.

    Particolare attenzione deve essere dedicata alla fase del rientro, attraverso misure organizzative che consentano una ripresa sostenibile dell'attività, senza penalizzazioni nella distribuzione degli affari, nelle valutazioni di professionalità o nelle successive opportunità professionali.

    Essere genitori non può tradursi, direttamente o indirettamente, in una penalizzazione professionale. Tutelare la genitorialità significa anche costruire un'organizzazione del lavoro capace di coniugare efficienza, responsabilità di cura e benessere dei magistrati.

    • Sostituzione effettivaMeccanismi tempestivi per evitare che il carico derivante dall'assenza ricada sul magistrato al rientro o sugli altri colleghi.
    • GenitorialitàI magistrati devono poter fare il loro lavoro senza doversi vergognare di essere anche madri o padri. Le tutele organizzative devono rendere la genitorialità compatibile con la funzione giudiziaria, non un ostacolo ad essa.
    • Rientro sostenibileMisure organizzative che consentano la ripresa dell'attività senza penalizzazioni nella distribuzione degli affari, nelle valutazioni o nelle opportunità professionali.
    • Organizzazione flessibileStrumenti di sostituzione e piante organiche flessibili per assicurare continuità all'ufficio e rendere effettive le tutele connesse alla genitorialità.
  9. Punto 9: Ultradecennalità: non disperdere professionalità e specializzazioni

    La disciplina dell'ultradecennalità deve essere ripensata evitando che l'applicazione automatica dei limiti di permanenza determini la dispersione di professionalità e specializzazioni costruite nel corso degli anni. L'esperienza maturata in determinati settori rappresenta un patrimonio professionale che non deve essere disperso attraverso automatismi organizzativi.

    Il ricambio all'interno degli uffici deve essere conciliato con la necessità di preservare competenze altamente specialistiche, soprattutto nei settori nei quali conoscenza, esperienza e continuità richiedono anni per essere costruite.

    Occorre quindi promuovere una revisione della disciplina dell'ultradecennalità, superando automatismi rigidi e valorizzando la situazione concreta dell'ufficio, la professionalità maturata dal magistrato, il grado di specializzazione delle funzioni esercitate e le effettive esigenze organizzative. L'obiettivo è evitare che il semplice decorso del tempo determini la perdita di competenze professionali consolidate.

    Il prossimo CSM dovrà chiedere al legislatore una modifica normativa che superi gli automatismi rigidi dell'attuale disciplina, introducendo criteri flessibili capaci di tenere conto della professionalità maturata, della specializzazione delle funzioni e delle effettive esigenze organizzative degli uffici.

    • Patrimonio professionaleLe specializzazioni costruite negli anni non devono essere disperse attraverso automatismi organizzativi.
    • Ricambio e continuitàGarantire il ricambio negli uffici senza disperdere le competenze altamente specialistiche nei settori più complessi.
    • Revisione della disciplinaSuperare automatismi rigidi valorizzando professionalità, specializzazione ed esigenze organizzative concrete.
  10. Punto 10: Incarichi extragiudiziari: regole certe e proporzionate

    Le procedure relative agli incarichi extragiudiziari devono essere più semplici, rapide e proporzionate alla natura dell'attività richiesta. Non è ragionevole applicare lo stesso livello di complessità procedurale ad attività profondamente differenti per durata, impegno e compenso.

    Occorre introdurre criteri chiari e soglie predeterminate, entro le quali determinate attività di limitata entità, in particolare quelle didattiche e formative, possano essere assoggettate a un regime di semplice comunicazione anziché di preventiva autorizzazione.

    Si può valutare la definizione di limiti annuali riferiti alle ore complessivamente dedicate all'attività e ai compensi percepiti, entro i quali sia sufficiente una comunicazione al CSM accompagnata dalla dichiarazione del magistrato circa la compatibilità dell'impegno con l'attività giudiziaria e l'assenza di situazioni di conflitto di interesse.

    Al superamento delle soglie continuerebbe invece ad applicarsi il regime autorizzatorio, con criteri uniformi, trasparenti e tempi certi di decisione. L'obiettivo è concentrare i controlli sulle situazioni che realmente li richiedono, snellendo in ogni caso una procedura attualmente complessa e farraginosa.

    • ProporzionalitàProcedure differenziate per incarichi di natura e entità diverse.
    • Soglie di comunicazioneAttività didattiche e formative di limitata entità: semplice comunicazione al CSM anziché autorizzazione preventiva.
    • Controlli miratiRegime autorizzatorio al superamento delle soglie, con criteri uniformi, trasparenti e tempi certi.
  11. Punto 11: Mobilità, copertura dei posti e sedi in difficoltà

    La mobilità deve diventare più prevedibile e più rapida. Occorre ridurre i tempi tra pubblicazione dei posti, deliberazione e presa di possesso e programmare le procedure attraverso finestre conoscibili anticipatamente, così da consentire ai magistrati e agli uffici una migliore organizzazione.

    Per gli uffici caratterizzati da gravi scoperture devono essere previsti strumenti specifici e tempestivi di intervento, capaci di evitare che situazioni di difficoltà strutturale si traducano in un aggravio permanente del carico di lavoro per i magistrati in servizio.

    Le procedure di copertura devono inoltre essere coordinate con una programmazione realistica degli organici, fondata sulle presenze effettive e sulle scoperture prevedibili. La mobilità deve poter rispondere alle legittime esigenze professionali e personali dei magistrati senza determinare, per quanto possibile, nuove situazioni di emergenza negli uffici di provenienza. Il CSM deve insistere con il Ministero affinché vengano banditi con tempestività i concorsi in magistratura, evitando che le scoperture strutturali continuino a produrre situazioni di emergenza negli uffici.

    Un'attenzione particolare va riservata alle Province autonome di Trento e di Bolzano, incentivando una più frequente pubblicazione dei bandi, al fine di favorire la tempestiva copertura dei posti vacanti ed evitare prolungati vuoti organizzativi tra una procedura e l'altra.

    • PrevedibilitàFinestre di mobilità conoscibili anticipatamente e tempi più rapidi per l'intero procedimento.
    • Sedi in difficoltàInterventi specifici e tempestivi per gli uffici caratterizzati da gravi scoperture.
    • Coperture programmateProgrammare le procedure sulla base delle effettive presenze e delle scoperture, non soltanto delle piante organiche teoriche.
  12. Punto 12: Corti d'Appello: qualità, specializzazione e continuità del secondo grado

    Le Corti d'appello presentano esigenze organizzative proprie, che non possono essere affrontate soltanto attraverso il dato numerico delle pendenze o delle scoperture.

    Occorre valorizzare la specificità del giudizio di secondo grado attraverso un monitoraggio dei flussi che tenga conto non solo del numero dei procedimenti, ma anche della loro complessità, della materia e dell'anzianità del ruolo.

    Particolare attenzione riguarda la stabilità e la specializzazione delle sezioni e dei collegi, soprattutto nei settori nei quali modifiche legislative e trasferimenti di competenze possono determinare variazioni significative dei carichi di lavoro.

    I dati disponibili devono consentire di individuare tempestivamente le situazioni di maggiore difficoltà e di programmare gli interventi prima che si trasformino in nuovo arretrato, salvaguardando al tempo stesso qualità della decisione, collegialità e specializzazione.

    Le peculiarità dei singoli distretti devono essere considerate nella programmazione organizzativa, evitando soluzioni uniformi per realtà caratterizzate da flussi, dimensioni e complessità profondamente differenti.

    • Monitoraggio dei flussiAnalisi che tenga conto non solo delle pendenze, ma della complessità, della materia e dell'anzianità del ruolo.
    • Stabilità e specializzazioneTutela della continuità delle sezioni e dei collegi, anche in presenza di modifiche legislative e trasferimenti di competenze.
    • Specificità dei distrettiSoluzioni organizzative calibrate sulle caratteristiche proprie di ciascun distretto, evitando approcci uniformi.
  13. Punto 13: Procure: semplificare l'organizzazione, garantire trasparenza e autonomia

    Gli uffici requirenti presentano caratteristiche ed esigenze organizzative proprie. Occorre semplificare le procedure delle Procure, garantendo al tempo stesso autonomia dei magistrati e trasparenza delle scelte organizzative.

    Devono essere rese più semplici e tempestive le modifiche dei progetti organizzativi quando variazioni degli organici, dei flussi di lavoro o delle esigenze dell'ufficio richiedano interventi rapidi.

    Occorre inoltre evitare un'eccessiva concentrazione delle deleghe in capo a un solo procuratore aggiunto, favorendone un'equilibrata distribuzione qualitativa e quantitativa tra gli aggiunti, anche per assicurare un efficace coordinamento dei gruppi di specializzazione.

    Nelle Procure prive di procuratori aggiunti, gli incarichi di coordinamento dei gruppi di specializzazione devono essere attribuiti secondo criteri rigorosi, predeterminati e trasparenti, valorizzando esperienza investigativa, incarichi organizzativi già svolti e competenza nelle materie interessate. A parità di requisiti, deve rilevare l'anzianità complessiva di servizio.

    Tali incarichi devono essere adeguatamente motivati e sottoposti al vaglio degli organi dell'autogoverno, garantendo trasparenza e verificabilità delle scelte ed evitando percorsi professionali privilegiati al di fuori di criteri oggettivi.

    Deve essere rafforzata anche la trasparenza nell'assegnazione degli affari: riassegnazioni, revoche e deroghe ai criteri ordinari devono essere motivate e tracciabili, senza interferire con il merito dell'attività investigativa.

    Particolare attenzione va riservata alle Procure di piccole e medie dimensioni, nelle quali scoperture e assenze possono incidere maggiormente sul funzionamento dell'ufficio. Adempimenti e strumenti organizzativi devono essere proporzionati alle dimensioni e alle effettive esigenze della singola Procura.

    Semplificare non significa ridurre le garanzie, ma costruire procedure più snelle e proporzionate, assicurando trasparenza, partecipazione, equilibrio nelle responsabilità e tutela dell'autonomia dei sostituti.

    • SemplificazioneProcedure più snelle e tempestive per adeguare i progetti organizzativi alle effettive esigenze dell'ufficio.
    • Equilibrio nelle delegheEvitare l'eccessiva concentrazione delle deleghe in capo a un solo procuratore aggiunto, favorendone un'equilibrata distribuzione qualitativa e quantitativa.
    • Coordinamenti trasparentiCriteri rigorosi e predeterminati per gli incarichi di coordinamento, valorizzando esperienza investigativa, organizzativa e competenza nella materia.
    • Assegnazioni verificabiliCriteri trasparenti per l'assegnazione degli affari e motivazione e tracciabilità di riassegnazioni, revoche e deroghe.
    • Autonomia del sostituto procuratoreI magistrati si distinguono solo per funzioni, pur nel rispetto della fondamentale funzione di coordinamento dei Procuratori.
  14. Punto 14: Corte di Cassazione: carichi sostenibili e tutela della nomofilachia

    La significativa riduzione dell'arretrato e del disposition time, conseguita anche nell'ambito degli obiettivi del PNRR, rappresenta un risultato importante. Occorre ora consolidare questi progressi, assicurando che l'efficienza della Corte di Cassazione sia accompagnata dalla sostenibilità dei carichi di lavoro e dalla qualità della funzione nomofilattica.

    È prioritario definire carichi esigibili specifici per il giudizio di legittimità, attraverso criteri che considerino la complessità dei procedimenti, il loro effettivo peso ponderale e l'impegno richiesto ai magistrati, evitando valutazioni fondate esclusivamente sul numero dei ricorsi definiti.

    Nel settore tributario occorre proseguire nell'abbattimento delle pendenze residue, valutando interventi organizzativi mirati, anche attraverso una sezione stralcio dedicata e la valorizzazione, nelle sedi competenti, delle professionalità della giurisdizione tributaria.

    Deve essere inoltre potenziata l'attività di spoglio e classificazione preventiva dei ricorsi, anche con il supporto di personale specializzato e strumenti di intelligenza artificiale, per individuare procedimenti seriali e questioni ricorrenti, favorendone una trattazione coordinata. Analoga attenzione deve essere riservata alla sezione lavoro, prevenendo il rischio di decisioni difformi su controversie sostanzialmente identiche.

    L'obiettivo è coniugare i risultati raggiunti nella riduzione dei tempi con carichi sostenibili, qualità delle decisioni e uniformità degli orientamenti giurisprudenziali.

    • Carichi esigibiliDefinire criteri specifici per il giudizio di legittimità, considerando complessità e peso effettivo dei procedimenti.
    • Arretrato tributarioOrganizzare le udienze per filoni uniformi, valorizzando le specializzazioni dei magistrati nelle diverse sottomaterie tributarie, per consolidare i risultati raggiunti e abbattere le pendenze residue.
    • Spoglio e serialitàPotenziare la classificazione preventiva e la trattazione coordinata dei ricorsi seriali.
    • Intelligenza artificialeSupportare l'individuazione di ricorsi analoghi e questioni ricorrenti, nel rispetto dell'autonomia decisionale.

La nostra visione

Un CSM al servizio del lavoro del magistrato.

Questi quattordici punti nascono da un principio comune: l'autogoverno deve partire dalla conoscenza delle condizioni concrete nelle quali i magistrati esercitano quotidianamente le proprie funzioni.

Non un'entità lontana da guardare con diffidenza, ma un organo vicino alla realtà degli uffici, capace di ascoltare, rispondere e costruire soluzioni concrete per chi esercita ogni giorno la funzione giudiziaria.

  • Organici effettivi

    Le decisioni organizzative devono considerare le risorse effettivamente disponibili negli uffici, non soltanto le dotazioni previste sulla carta.

  • Carichi e complessità

    I numeri, da soli, non descrivono il lavoro giudiziario: procedimenti diversi richiedono tempi, attività e livelli di complessità differenti.

  • Innovazione utile

    Digitalizzazione e intelligenza artificiale devono tradursi in strumenti concretamente capaci di semplificare il lavoro e liberare tempo per le funzioni proprie del magistrato.

  • Organizzazione sostenibile

    Ogni scelta organizzativa deve essere valutata anche per i suoi effetti concreti sui carichi di lavoro, sul funzionamento degli uffici e sulla qualità della giurisdizione.

Elezioni del CSM: 25 e 26 ottobre 2026

Esperienze in Rete è presente nei quattro collegi territoriali. Nel Collegio 3 sono presenti due candidati della Rete: la preferenza può essere espressa per uno solo di essi.

Domenica 25 ottobre, ore 8:00–20:00 · Lunedì 26 ottobre, ore 8:00–14:00

Leggi la guida: come si vota

25-26ottobre 2026